La Direttiva Case Green ha superato la fase decisionale europea e nel 2025 è entrata nel vivo con il recepimento da parte degli Stati membri. La versione definitiva dell’EPBD 2024/1275 introduce un insieme di regole che ridisegnano il futuro degli edifici in Europa.
L’obiettivo è ridurre i consumi energetici, accelerare la diffusione delle rinnovabili e incrementare il valore del patrimonio immobiliare attraverso standard uniformi.
Questa guida offre una visione dettagliata e aggiornata delle novità, utile sia a proprietari privati sia a professionisti del settore.
Cosa cambia con la nuova EPBD approvata nel 2024
La direttiva approvata nel 2024 introduce innovazioni di ampia portata. Le principali, confermate anche da fonti come InfoBuildEnergia, includono:
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una nuova scala energetica comune a tutti gli Stati membri;
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criteri uniformi per il calcolo della prestazione;
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digitalizzazione dei dati sugli edifici;
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strumenti come il passaporto di ristrutturazione;
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requisiti più restrittivi per gli impianti di riscaldamento.
Il focus è sulla riduzione dei consumi complessivi, non su obblighi rigidi di classe energetica come nelle prime versioni del testo.
Gli edifici nuovi: standard più elevati e tecnologie pulite
Gli edifici costruiti dal 2030 dovranno rientrare nella categoria degli edifici a zero emissioni. Ciò comporta:
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isolamento avanzato;
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assenza di emissioni dirette da combustibili fossili;
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integrazione con sistemi rinnovabili;
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predisposizione per mobilità elettrica;
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impianti smart.
Per gli edifici pubblici, l’obbligo scatta già nel 2028.
Gli standard descritti sono in linea con le fonti normative e con gli approfondimenti tecnici pubblicati nel 2025.
Gli edifici esistenti residenziali: obiettivi di riduzione dei consumi energetici
La versione approvata della direttiva non impone un obbligo di classe energetica minima entro il 2030 o 2033. Invece:
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impone una riduzione del 16% del consumo di energia primaria entro il 2030;
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richiede un obiettivo del 20–22% entro il 2035.
Gli Stati membri possono scegliere come raggiungere questi obiettivi, ad esempio con:
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cappotti termici e isolamento;
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sostituzione di serramenti;
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installazione di pompe di calore;
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sistemi fotovoltaici;
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smart building;
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ristrutturazioni mirate secondo passaporto energetico.
Impianti e tecnologie: cosa si può installare e cosa no
Dal 2025 non sono più finanziabili (con fondi pubblici) impianti a combustibili fossili.
Dal 2030, negli edifici nuovi, non potranno essere installati impianti che generano emissioni dirette.
La direttiva spinge verso:
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pompe di calore;
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solare termico e fotovoltaico;
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sistemi ibridi certificati;
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reti di teleriscaldamento sostenibile;
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sistemi intelligenti di gestione dell’energia.
MEPS: gli standard minimi per edifici non residenziali
Gli edifici non residenziali sono soggetti a standard minimi obbligatori:
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riqualificazione del 16% degli immobili con performance peggiori entro il 2030;
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riqualificazione del 26% entro il 2033.
Si tratta di uno dei pilastri più importanti della direttiva, come ribadito dalle fonti normative e dagli approfondimenti del 2025.
Passaporto energetico e banca dati digitale: come cambiano le valutazioni
Il Passaporto di Ristrutturazione indica interventi, sequenza temporale e ritorno energetico previsto.
La direttiva prevede inoltre una banca dati comune per la prestazione energetica degli edifici, con informazioni digitalizzate e aggiornate.
Questo semplifica il lavoro di tecnici, imprese e operatori immobiliari.
I vantaggi pratici della direttiva per mercato e cittadini
La Direttiva Case Green offre vantaggi concreti:
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edifici più efficienti e confortevoli;
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risparmio in bolletta;
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aumento del valore immobiliare;
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riduzione delle emissioni;
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attrattività maggiore per investitori e operatori.
La fase di ristrutturazione apre inoltre un importante segmento di mercato per imprese edili, installatori, produttori di tecnologie e progettisti.
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